Gli affreschidi Luigi Agretti sul soffitto dell'atrio della stazione della Spezia

Portovenere reviews, La Spezia

Tre imperdibili opere da vedere (gratis) alla Spezia

3 Jun , 2016  

A volte il modo migliore di nascondere qualcosa è metterla sotto gli occhi di tutti…

 

Pur non potendo certo definire La Spezia una “città d’arte”, il centro storico offre tre importanti opere spesso ignorate (o mai osservate con attenzione) anche dagli stessi spezzini: la fontana di Piazza Brin, gli affreschi della biglietteria della stazione centrale e il mosaico futurista del palazzo delle Poste di piazza Verdi sono tre piccoli capolavori che hanno bisogno soltanto di essere osservati con maggiore attenzione.

 

La fontana di Piazza Brin

Come l’è bèla come l’è bèla a fontana de ciassa Brin…” recita una famosa canzone di Eugenio Giovando.

La “Fontana delle Voci” (questo il vero titolo), opera  dell’artista Mirko Basaldella, realizzata nel 1955 si colloca al centro della bella piazza ottocentesca, contornata da eleganti portici di palazzi signorili.

La fontana di piazza Brin alla Spezia, realizzata da Mirko Basaldella- foto Achille Burla

La fontana di piazza Brin alla Spezia, realizzata da Mirko Basaldella- foto Achille Burla

La tecnica con cui è realizzata è singolare, varia e complessa: si tratta di un coloratissimo mosaico veneziano, caratterizzato da tessere lucide che disegnano motivi decorativi astratti, perfettamente armonizzati nelle forme irregolari della vasca e del bizzarro obelisco centrale, che svetta fino a toccare i sette metri di altezza. I giochi d’acqua fanno il resto, creando riflessi guizzanti e donando vita eterea alla scultura, come un brusio di persone in una piazza.

 

Biglietteria della Stazione Centrale. Se siete in coda allo sportello, non annoiatevi, ma alzate lo sguardo.

La stazione ferroviaria della Spezia Centrale fu fortemente danneggiata dai bombardamenti e purtroppo si è persa l’originale copertura in ferro stile liberty. Fortunatamente il salone della biglietteria è sopravvissuto alla guerra e, complici i restauri piuttosto recenti, è possibile ammirare gli affreschi che la decorano.

Gli affreschidi Luigi Agretti sul soffitto dell'atrio della stazione della Spezia

Gli affreschidi Luigi Agretti sul soffitto dell’atrio della stazione della Spezia

Se siete in coda per fare il biglietto, non lasciate che la noia vi attanagli e non ingobbitevi sullo smartphone, ma piuttosto alzate lo sguardo e godetevi le opere di Luigi Agretti che dipinge in stile classico le allegorie di Commercio, Industria e Artigianato, quali attività principali per lo sviluppo della città.

Rappresentate nelle vesti classiche di divinità antiche, le figure sono inserite con estrema naturalezza in vedute portuali moderne, assumendo il ruolo di veri e propri valori a cui la città deve tendere e a cui deve affidare il proprio futuro. Ma si sa, col passare del tempo, anche le divinità cambiano…

 

Mosaico di Fillia e Prampolini delle poste centrali. Un tesoro nascosto (ma non inaccessibile).

Quante volte sfiliamo davanti al palazzo delle Poste Centrali in piazza Verdi, quante volte ci siamo entrati, senza notare la magnificenza dei banconi in marmo portoro o dell’architettura verticale dell’interno.

Lo splendido mosaico futurista realizzato da Fillia e Prampolini all'interno della torre dell'orologio del palazzo delle Poste della Spezia - foto Katia Cautillo

Lo splendido mosaico futurista realizzato da Fillia e Prampolini all’interno della torre dell’orologio del palazzo delle Poste della Spezia – foto Katia Cautillo

Oltre a tutto questo, c’è di più: la torre orologio ospita un magnifico mosaico futurista, realizzato dagli artisti Fillia e Prampolini nel 1937, dedicato alle varie tipologie di comunicazione (aeree, terrestri, marittime, telefoniche e telegrafiche), che si sviluppa irregolarmente sui quattro lati. Grazie all’ampia scala e alle luminose finestre, è possibile ammirare l’opera in tutta la sua bellezza e, se dapprima le linee colorate e lo sviluppo dinamico delle forme provocano quasi un capogiro, pian piano è possibile mettere a fuoco le varie sezioni dell’opera e apprezzarne la sintetica bellezza. Insomma, non abbiate fretta, prendetevi il tempo che vi serve per ambientarvi e nessun particolare potrà sfuggirvi.

Come visitare la torre del mosaico?

Di norma, per garantirne la perfetta conservazione, la struttura non è aperta al pubblico e non ci sono indicazioni o biglietterie che possano suggerirne l’esistenza a chi la ignora.Tuttavia è possibile accedere all’interno della torre nei giorni di apertura dell’ufficio postale, prenotando la visita almeno un giorno prima al numero telefonico 0187-796249. Non è previsto l’acquisto di alcun biglietto. Se da un lato dispiace sapere che in pochi conoscono questa perla, dall’altro è un vantaggio avere la certezza che l’ambiente non sarà mai affollato durante la vostra visita.

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