Una rapida guida ai modi di dire spezzini

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Gli spezzini spiegati ai foresti: guida di sopravvivenza al linguaggio spezzino

18 Jun , 2016  

Una piccola guida per non rimanere a bocca aperta quando uno spezzino vi chiede: “Com’è?”

La Spezia e dintorni, grazie al traino delle Cinque Terre, stanno molto crescendo sotto il profilo turistico (qui trovate l’app Cinque Terre and Beyond, utilissima guida). I visitatori arrivano da ogni parte del mondo e di conseguenza si trovano sempre più spesso spezzini in grado di parlare inglese e altre lingue straniere. Eppure, ci sono alcuni modi di dire spezzini che continuano a lasciare spaesati i turisti italiani (e anche chi a Spezia viene a vivere da altre città).

Dopo avere spiegato cosa non dire mai a uno spezzino, proviamo a chiarire quei modi di dire spezzini che di solito i non spezzini non comprendono.

 

“Oh, com’è?” La domanda che immobilizza i non spezzini

È quasi sicuro che il 90% delle relazioni sociali tra spezzini e non spezzini si arrestino immediatamente a causa del saluto tipico spezzino.

Che ti incontri tutti i giorni, sia la prima volta nella vita che le vostre strade si incrocino o non vi vediate da 15 anni, la prima domanda che uno spezzino ti rivolge è: “Com’è?”. (ndr. se l’incontro è tra due spezzini, amici da lunga data, la domanda diventa: “Aloa merda, com’è?”)

Solitamente, la reazione dei non spezzini a questo intercalare è uno sguardo perplesso. Dopo alcuni istanti di silenzio, segue la contro-domanda: “Com’è… cosa?”.

A questo punto, le reazioni possibili dello spezzino sono due: se è in giornata no, chiuderà signorilmente il discorso rispondendo. “’sto belin con la ventosa” (che non vuol dire nulla, ma rende l’idea); se è in una giornata positiva, spiegherà: “No, intendevo dire… Come va?”.

Regola: quando uno spezzino chiede “Com’è?” intende chiedere “Come stai?/Come va?”. Magari non gli interessa nemmeno tanto la risposta, ma è un modo per rompere il ghiaccio.

Dove rimane?” Sorriso imbarazzato e nessuna risposta

Potete essere ben disposti verso gli spezzini, ma difficilmente riuscirete a capire quando vi chiedono un’indicazione (a meno che non sappiate riconoscere il momento in cui lo stanno facendo).

Se state spiegando a uno spezzino quanto avete mangiato bene nel tal posto, come sia  brutto l’appartamento che siete andati a vedere per valutarne l’affitto o qualsiasi altra cosa che sia in un luogo distante oltre 5 metri dal suo raggio abituale d’azione (ndr. che è di non più di 20 metri), lui avrà bisogno che gli diate indicazioni.

A quel punto scatterà la domanda: “Dove rimane?”.

Il non spezzino, di fronte a questa domanda, reagisce come colto da un attacco di labirintite e, spaesato, fa finta che non sia mai stata fatta cercando l’occasione per cambiare discorso.

Lo spezzino, allora, o se ne batterà il belino o penserà che il non spezzino non sia troppo sveglio.

Un vero peccato, perché la domanda è semplice: “Dov’è?/Dove si trova?”

Regola: quando uno spezzino chiede “Dove rimane?” non vi sta accusando di avere abbandonato il figlio o il cane in qualche posto (d’altra parte non è che gli spezzini parlino a caso… non sempre almeno), ma vuole solo sapere dove si trovi quello di cui gli state parlando.

 

Il perché scivola in fondo alla frase. Allora è una spiegazione…

Nonostante gli spezzini preferiscano starsene sulle loro, capita di dover loro chiedere la spiegazione di qualcosa. Per esempio: “Perché La Spezia ha un palazzetto dello sport con la croce sopra?”. In questo caso a stupire saranno due aspetti nella risposta: uno, è la cattedrale e non un palazzetto dello sport e la croce è un crocifisso; due, la risposta sarà fornita probabilmente in questo modo: “È una chiesa, perché…”.

Capita molto spesso che i non spezzini non comprendano che il perché alla fine della frase è la chiusura dello scambio e rimangano ad aspettare che la discussione prosegua. Ovvio, a questo punto, che rimangano delusi quando lo spezzino – dopo aver risposto – passa a trattare un altro argomento (altro argomento che sarà scelto tra i muscoli, lo Spezia Calcio, e “il mondo è bello, ma belin Portovenere è più bella!”).

Regola: Se a uno spezzino ponete una domanda che inizia con “perché” aspettatevi che la risposta possa finire con “perché”. Nel caso succeda, non rimanete ad aspettare che lo scambio prosegua oltre. Lo spezzino riprenderà a parlare delle belinate che gli passano per la testa, perché.

La foto in copertina è di Paolo Borrini

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