Spezzino Vero, Storie Spezzine, La Spezia
Tin-tin-tin-tin! Tin-tin-tin-tin-tin! D’estate lo scampanellio dei tram si sente anche da qua, in cima al Toboga. I tram raddoppiano d’estate: dal centro città arrivano a Fossamastra, pieni, uno dopo l’altro. “Voglio andare al mare. Voglio andare al mare a Spezia!” si lagnano i bambini.
Da quando c’è il Toboga ai bagni Helios, poi, sembra che Fossamastra sia il centro del mondo. Vengono tutti per provarlo: salgono in quattro sulla barchetta che si arrampica sul nastro trasportatore fino a 25 metri d’altezza e poi si lanciano con un urlo lungo le rotaie che finiscono in acqua.
Quando sei in cima, un attimo prima che inizi la discesa, hai tutto davanti agli occhi: le palafitte e le altalene degli altri bagni, l’altra riva del golfo che poi salta alla Palmaria e al Tino e il tin-tin-tin dei tram che vanno e vengono alle tue spalle.
D’estate, Fossamastra è il centro del mondo!Gli stabilimenti balneari a Spezia
Difficile indovinarlo e immaginarlo adesso, ma la costa ora occupata dal porto mercantile, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento e quasi fino alla metà del Novecento, ospitava gli stabilimenti balneari spezzini.
Le strutture degli stabilimenti di maggior richiamo, alternate a tratti di spiaggia libera e a stabilimenti popolari, si allungavano nelle acque del golfo con lunghe passerelle costruite su palafitte. Questi stabilimenti – tra cui i più celebri sono il Selene, l’Iride, il Nettuno e l’Helios – avevano ricchi portali d’ingresso in legno, che nascondevano cabine, sale da ballo, sale da pranzo e solarium affacciati direttamente sul mare. Nel corso dei decenni, gli stabilimenti sono stati chiusi uno dopo l’altro, sfrattati dallo sviluppo commerciale della città.
Gli stabilimenti balneari più lussuosi erano situati principalmente al Canaletto e Fossamastra, ma lungo quasi l’intera linea di costa si poteva fare il bagno.
I collegamenti dal centro città erano garantiti dalla tramvia (questo almeno avveniva a Novecento inoltrato), che durante la stagione estiva vedeva aumentare la frequenza delle corse.
In mare, erano posizionati scivoli e altalene, che garantivano la possibilità di fare un bagno “diverso” a tutti.
Nel 1935, nel bagno Helios di Fossamasta, venne costruito il Toboga, una montagna russa acquatica. L’attrazione, sistemata a qualche decina di metri dalla riva, era alta 25 metri. Da quell’altezza, un specie di barca trasportata in alto lungo un nastro trasportatore, veniva lanciata in acqua lungo due ripide rotaie.
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